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domenica 1 aprile 2012

Compagnie aeree Low Cost

Destinazione del volo: Marsa Alam, partenza da Bologna. Volo LE 4969.
All'andata abbiamo volato con Small Planet, con cui avevo già fatto un breve volo per Lourdes. Allora fu molto piacevole, vuoi per lo spirito del viaggio, vuoi per la flotta trovata.
Questa volta l'esperienza non è stata altrettanto positiva. L'aeromobile era abbastanza "vecchiotto", una toilette guasta e il personale abbastanza strapazzato (mancava una hostess). Forse per uno di questi motivi, oppure semplicemente per paura, una ragazza è scesa a terra prima del decollo, provocando un ritardo di almeno mezzora. Il pilota è stato molto accomodante con lei, ha cercato di calmarla e le ha persino offerto di spiegarle come funzionava un aereo. Lei ha rifiutato ed è scesa, io (che per botta di fortuna ero nella prima fila e ho sentito tutto) ho colto l'occasione al balzo e sono andata a dare una sbirciatina in cabina di pilotaggio. Quante lancette, quanti indicatori, e che poco spazio!! 

Considerando che volavamo in tarda serata, la cena servita è stata orrenda: un panino sotto vuoto freddo e dei salatini. La tratta è stata tranquilla, ma è stata una delle poche note positive del tragitto.

Volo di ritorno, operatore sconosciuto. Volo NE 6742.
Iniziamo bene mi sono detta!
Leggo Nesma Airlines e vedo una bellissima hostess con una camicetta gialla e una spillina sul gilet. 

 
Incamminandomi verso il mio posto ho visto un velivolo nuovo e pulito, personale muto ma cordiale.
In breve: le hostess parlavano poco italiano e si sono scusate "pubblicamente" per questo durante la lettura di un annuncio un po' incerta, gesto apprezzato da tutti con un fragoroso applauso. Il pilota, con i suoi annunci, è stato molto presente in cabina e si è reso disponibile a rispondere alle nostre curiosità annunciandoci le varie località sorvolate. E poi, la sorpresa: ci hanno servito, nonostante fosse solo pomeriggio, una cena calda e completa! 
Un meraviglioso modo di concludere una vacanza davvero piacevole!

domenica 4 marzo 2012

Volare... Ohhh Ohhh....

Questa mattina sono uscita di casa e un'aria frizzante mi ha fatto ricordare com'è fatta la primavera. Un sole caldo e 20° sul tabellone fuori dall'ufficio mi hanno messo di buon umore e ho iniziato a fantasticare sulle nuove destinazioni per le vacanze di quest'anno. Non solo su questo in realtà... è bastato vedere un aeroplanino volare alto nel cielo e lasciare una scia bianca per chiedermi "ma dove andrà"? E ho trovato la risposta su questo fantastico sito che ti permette di visualizzare in tempo reale tutte le tratte degli aerei, con tanto di tratta, tipo aeromobile etc.. Una vera chicca per una fanatica del settore!!

Non da meno, è la recente serie televisivia in onda tutti i lunedì alle 21.50 su Fox Life, Pan Am!
Ambientata negli anni '60, racconta di una nuova generazione di donne pronte a spiccare il volo e girare il mondo inseguendo il sogno americano.


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Perchè seguirla? 
Sinceramente?
E' vero, le divise blu sono orrende. Ma loro le portano meravigliosamente. Hanno pettinature e vestiti anni '60 fantastici, con biancheria intima dalla quale dovremmo solo imparare! Lo ammetto, sono un po' (molto) nostalgica, ma lo stile, i ritmi, gli approcci di quegli anni li invidio molto.
E poi ogni puntata è breve, dura solo un'oretta, quel tanto che basta per farti rimanere la voglia. E dopo di lei, tutte a incipriarsi il naso e a mettersi i bigodini!



Mi piace l'atmosfera "so sixties" che si respira, mi piace vivere storie di ragazze coraggiose che rifiutavano di sposarsi per essere felici e realizzate, che preferivano viaggiare piuttosto che starsene in casa a pulire tazzine o in giro a braccetto del marito!

Buon viaggio a tutte donne coraggiose!
E non dimentichiamoci mai dei nostri sogni!


sabato 26 novembre 2011

Anno nuovo, nuovi viaggi.

Per me la fine dell'anno vuol dire che tra poco potrò pianificare nuovi viaggi e sono tutta in fibrillazione!!
La sola idea di poter organizzare di nuovo qualche vacanza mi manda in fibrillazione.. non sono magnifici quei giorni di pura fantasia, dove si passa in rassegna tutta la cartina geografica che ci ricordiamo alla ricerca di un nuovo aeroporto dove atterrare?





Visto che l'anno scorso siamo stati ad Occidente, l'anno prossimo mi piacerebbe andare ad oriente, facendo al massimo 6-7 ore di volo.. A Dubai ci sono già stata mentre Cina e Australia sono troppo lontane. Mi servirebbe proprio qualche consiglio!
Nell'attesa... vado a rimettere il naso nel mio Atlante!!!


lunedì 14 marzo 2011

Come superare la paura di volare

*****

Per chi, come me,  è terrorizzato dal volo questo libro è indispensabile!!! 
L'autore, Patrick Smith, oltre a saper scrivere è sopratutto un pilota di linea appassionato e affascinato dal suo lavoro e da tutto ciò che.. gli "vola" intorno!
Il risultato è un libricino di 296 pagine dal formato simpatico (che si incastra tranquillamente in borsa... o nel bagaglio a mano) che, vi assicuro, stimolerà al massimo la vostra curiosità.
Insomma, è inutile mentire... il mondo è diviso in 3 categorie: chi ama volare (categoria per me incomprensibile, sconosciuta, quasi mistica...), chi odia volare e non vola e quindi non si sposta, chi è terrorizzato ma, per amor del viaggio, prende almeno una volta all'anno un aereo. Ecco, io faccio parte di quest'ultima categoria. E dirò di più: per me una vacanza senza aereo quasi quasi non è una vacanza. 
Ho un rapporto di amore/odio verso questo mezzo: sono assolutamente affascinata dagli aeroporti, dalle compagnie aeree, guardo tutti i film che parlano di voli (Airport, Airport '75, The Terminal, Prova a prendermi, Tra le Nuvole, etc..) e mi affascinano tantissimo quelli degli anni '70 quando volare era ancora molto chic e ci si vestiva elegantissimi per salire a bordo. Probabilmente farei la felicità di uno psicologo se solo mi sdraiassi a raccontare i sentimenti che mi si agitano dentro quando stringo in mano la mia carta d'imbarco... ma penso che sia molto meno dispendioso comprarsi questo libro e provare a riderci sù!
La lettura è estremamente veloce e agevole, anche perché si tratta di una raccolta di domande che i lettori/viaggiatori gli hanno posto sul sito Salon.com. Si potrà quindi iniziare/interrompere la lettura ogni 30 secondi circa, ossia tra una turbolenza e l'altra (ahahah!!).
A proposito di questo, vorrei citarvi un passo che mentre sono impegnata dire il rosario pregando che l'aereo non cada, mi torna sempre in mente: 


"Un pilota si preoccupa delle turbolenze quanto un marinaio si preoccupa delle onde. [...] L'errore che molti commettono è quello di pensare che la turbolenza sia anormale, mentre in cielo è un fenomeno comune quanto le nuvole e il vento. Non c'è niente di meglio di un bel sobbalzo per ricordare ai passeggeri che si trovano sospesi nel vuoto in balia di un aeroplano, ma la turbolenza in sé non è in grado di staccare un'ala dell'aereo né di farlo precipitare. Gli aerei vengono progettati tenendo conto dei venti più tempestosi, e quello che a voi può sembrare un vuoto d'aria di tutto rispetto probabilmente non disturba minimamente lo scheletro di metallo che è sotto di voi. La struttura di un aereo -anche vecchio- è in grado di sopportare ben altri colpi.


Morale: il libro è divertente, di agile lettura, dettagliato e interessante anche per gli appassionati! E se, una volta terminato, vi rimanesse la voglia di saperne di più.. cliccando qua troverete la sua rubrica aggiornata!


..Buon volo a tutti!!


(Dimenticavo! dopodomani mi aspetta il primo volo del 2011: Lanzarote, arrivooo!!)



Chiedilo al Pilota 2005, Ed. Fusi Orari, 296 pagine, 12,00 euro. Traduzione di Bruna Tortorella


venerdì 7 gennaio 2011

Atterraggio d’emergenza, una favola di Natale




Nel periodo delle feste di Natale viene una gran voglia di credere ai miracoli. Qualcosa del genere, in quest'anno che volge alla fine, è accaduto in Russia, con l'incredibile messa in salvo dell'equipaggio e dei passeggeri del volo di linea Tu-154.

È andata così. Il 7 settembre 2010 l'aereo era in volo dalla Jakutya verso Mosca e, mentre sorvolava la repubblica Komi, tutti i sistemi di bordo hanno smesso di funzionare. È come se, tutto a un tratto, l'aereo fosse diventato cieco e sordo. Bisognava fare un atterraggio di emergenza, ma dove? Intorno, per centinaia di chilometri, non c'era altro che taiga. Volare fino all'aeroporto più vicino era impossibile, non sapendo che direzione seguire.

I piloti decisero di tentare l'atterraggio. Il cielo era tutto coperto da fitte nubi. Finalmente, fra le nuvole, si apre uno spiraglio: i piloti potevano sperare di individuare una superficie il più possibile pianeggiante. Quando, all'improvviso, videro una pista d'atterraggio. “All'inizio abbiamo pensato di avere le allucinazioni: da dove era saltata fuori una pista d'atterraggio in mezzo alla foresta?”, hanno raccontato in seguito i membri dell'equipaggio. Sono riusciti a far atterrare l'aereo usando un bicchiere d'acqua: l'hanno messo sul pannello di comando controllando che la superficie dell'acqua non si inclinasse.

Quasi fino a discesa conclusa, i passeggeri non si sono resi conto di essere a un passo dalla morte. Si sono accorti che stava accadendo qualcosa solo quando hanno visto dai finestrini le ali dell'aereo tagliare le cime degli alberi: la pista, infatti, è risultata essere leggermente più corta del necessario. Per fortuna l'atterraggio si è concluso con successo e nessuna delle 80 persone a bordo è rimasta ferita.

Intanto i controllori di volo, dopo aver perso il contatto con l'aereo, temevano il peggio. Quando si è saputo che, in una situazione così disperata, non c'era stato neanche un ferito, tutti hanno pensato subito a un miracolo. I giornali hanno scritto articoli sull'eroico equipaggio, è stato girato anche un documentario. I piloti sono stati ricevuti dal presidente russo che li ha insigniti dell'onorificenza più alta: quella di Eroi della Russia. Tutto secondo copione.





Tanto tempo fa, a Izhm, c'era un aeroporto in piena regola, dal quale, quasi ogni giorno, partivano voli per tutta la Russia settentrionale. Nella taiga non ci sono strade e gli unici collegamenti col resto del mondo sono via fiume e via aria. Finché c'era l'Urss, gli abitanti dei villaggi della zona non si sentivano tagliati fuori dal mondo, perché sapevano che in ogni momento avrebbero potuto prendere un aereo e, addirittura, andare a San Pietroburgo nel fine settimana.




Oggi tutto questo è ormai un lusso che nessuno si può permettere. Quando si è passati all'economia di mercato, la piccola aviazione è diventata un divertimento troppo costoso. Una volta, all'aeroporto di Izhm, lavoravano 130 persone. Oggi è rimasto solo Sergej, e anche lui lavora solo due mesi all'anno, quando l'ex aeroporto viene utilizzato come eliporto. In una situazione del genere, la pista di volo avrebbe dovuto come minimo essere stata inghiottita dalla foresta circostante. Però questo non è accaduto: grazie a Sergej, che si è preoccupato di pulire regolarmente la pista e di impedire agli abitanti del posto di usarla per accatastare la legna.

Perché l'ha fatto? All'inizio credeva che prima o poi la piccola aviazione sarebbe rinata, e insieme a lei, anche la vita normale nei villaggi vicini. Poi quando si è spenta anche l'ultima speranza, dice che ha continuato a pulire la pista per sé, perché tutto fosse in ordine. Alla fine, la sua premura ha salvato la vita a 80 persone.


Quello che pensano i blogger di Sergej è che lui è un vero eroe e un vero uomo e che la speranza della Russia di oggi è proprio in persone come lui. Troppo patetico? A me non sembra. È che siamo tutti davvero stanchi degli altri eroi, che ci vengono propinati dai media e dalla televisione: i ladri, i banditi, gli oligarchi con le loro mantenute. Sembra che ormai non ce ne siano più di persone normali in giro. E invece non è così. Ci sono ancora quelli che puliscono il proprio pianeta, come il Piccolo Principe di Saint-Exupery.




E Sergej Sotnikov ha fatto capire a tutte le persone che si impegnano per migliorare il mondo che li circonda, che i loro sforzi non sono privi di senso, perché prima o poi sicuramente torneranno utili, e potranno anche salvare la vita a qualcuno. Secondo me è bellissimo poter credere che, se il tuo aereo fosse costretto a un atterraggio d'emergenza, laggiù ci sarà qualcuno che ha tenuto pulita la pista per te.

Intanto i blogger stanno facendo una colletta per comprare a Sergej una motoslitta. Hanno già raccolto 8 mila dollari. Anche se io credo che il regalo migliore per Sergey sarebbe la riapertura dell'aeroporto di Izhm.



Articolo tratto da "Russia Oggi"
di Svetiana Smetanina, 07/01/11

Ginnastica in Volo - Joga & Ironia per volare meglio

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